La Visita osteopatica a Roma
La visita osteopatica è un atto terapeutico dedicato all’ascolto, alla comprensione e al trattamento dei motivi del consulto, attraverso la medicina manuale.
Ha una durata di circa 60 minuti ed è essenziale per la comprensione del problema e la creazione di un percorso terapeutico personalizzato.
È caratterizzata da 4 fasi: la prima è un confronto iniziale per capire la storia del disturbo, seguito da una valutazione posturale e funzionale, per poi procedere al trattamento manuale personalizzato e si conclude con la condivisione dei risultati e dei consigli, utili per mantenere il benessere nel tempo.
I 4 momenti fondamentali della Prima Visita osteopatica
1. Confronto
(Anamnesi)
In questa prima fase viene raccolta l’anamnesi clinica del paziente, ovvero la sua storia sanitaria e il motivo della consultazione.
Si approfondiscono aspetti come l’insorgenza e l’evoluzione dei sintomi, la loro localizzazione, intensità, eventuali traumi passati o patologie pregresse.
Può essere utile indagare anche lo stile di vita, le abitudini posturali e, in alcuni casi, aspetti legati a funzioni fisiologiche collegate al disturbo.
Questo perché l’approccio osteopatico tiene conto dei collegamenti funzionali tra i diversi sistemi del corpo.
2. Valutazione
(Clinica e osteopatica)
Questa fase serve ad esaminare in modo completo lo stato del corpo, per comprendere l’origine del disturbo e stabilire se è di competenza osteopatica o richiede altre figure professionali.
• Valutazione clinica: attraverso osservazione e palpazione si analizzano postura, asimmetrie, movimento e qualità dei tessuti. Possono essere eseguiti test specifici per escludere condizioni non trattabili manualmente.
• Valutazione osteopatica: vengono effettuati test manuali mirati a individuare eventuali disfunzioni somatiche, utili a definire un trattamento personalizzato.
3. Trattamento
(Tecniche manuali)
Sulla base di quanto emerso nella valutazione, vengono applicate le tecniche manuali più adatte alla situazione del paziente. Le tecniche osteopatiche possono variare per intensità, velocità e struttura coinvolta (es. articolazioni, visceri, fascia, sistema cranio-sacrale, sistema neurovegetativo).
Ogni trattamento viene adattato con attenzione alla condizione specifica e alla sensibilità individuale. Vuoi scoprire quali sono le tecniche utilizzate?
Leggi l’approfondimento nella pagina dedicata alle tecniche osteopatiche.
4. Condivisione
(Risultati e indicazioni)
Al termine della seduta, viene sempre dedicato un momento alla spiegazione del trattamento effettuato e delle ragioni che ne hanno guidato le scelte.
Viene fornita una prognosi personalizzata, con indicazioni su tempi di recupero e numero di sedute consigliate. Quando utile, vengono proposti esercizi domiciliari o strategie posturali per favorire il recupero e mantenere i risultati ottenuti.
Infine, si concorda un eventuale nuovo appuntamento, se necessario.
Domande frequenti sull’Osteopatia
In questa sezione rispondo in modo semplice alle domande più comuni che mi vengono poste ogni giorno in studio. Se hai bisogno di un approfondimento o vuoi parlarmi del tuo caso, puoi prenotare un appuntamento nel mio studio a Roma
No, la Medicina Osteopatica è una pratica sanitaria di primo contatto, quindi non è necessario essere in possesso di una prescrizione medica.
Ciò non toglie che molti medici di diverse branche sempre più spesso consiglino di rivolgersi all’Osteopata o prescrivano il Trattamento Osteopatico. Sarà lo stesso Osteopata a consigliare eventuali visite specialistiche laddove ritenuto necessario.
Per facilitare al massimo il lavoro del terapeuta, il paziente dovrebbe indossare preferibilmente i soli indumenti intimi. Ciò rende molto più facile la fase di osservazione, i test e le tecniche manuali nonché l’ascolto dei tessuti.
Precisato ciò, nessun paziente si deve sentire obbligato a spogliarsi, consapevole che più si è coperti maggiore è la difficoltà a poter effettuare il trattamento manuale nel miglior modo possibile.
La prima visita ha una durata di circa 60 minuti, i controlli successivi di circa 45 minuti. Queste tempistiche non si riferiscono al momento dell’applicazione delle tecniche ma alla seduta in toto, comprensiva dell’anamnesi nella prima visita e dell’analisi dei risultati, dei consigli di fine seduta e/o la spiegazione degli esercizi (se necessario). La parte puramente manuale non ha una durata prestabilita ma oscilla tra i 20 e 30 minuti, a seconda delle esigenze di quella singola sessione.
E’ la caratteristica del trattamento manuale, l’insieme delle varie tecniche (anche molto diverse tra loro) effettuate esclusivamente tramite l’utilizzo delle mani.
Assolutamente no.
La maggior parte delle tecniche non è né dolorosa né fastidiosa.
Può capitare di dover applicare tecniche (soprattutto sui muscoli e i tessuti molli) che possono sollecitare una zona sensibile, ma la sensazione è sempre strettamente legata al momento della manovra. Il tutto partendo dal principio che va sempre rispettato il livello di percezione del paziente.
Assolutamente no, a meno che l’Osteopata non sia anche un medico e lo ritenga strettamente necessario. Uno dei principi dell’Osteopatia è curare senza farmacologia o chirurgia, che non sono di sua competenza. Può capitare che l’Osteopata si limiti a consigliare integratori o a chiedere la variazione di alcune abitudini alimentari.
Il numero di sedute dipende dal caso, non esistendo un protocollo standard. Mediamente le problematiche acute necessitano di 5 sedute, ma esistono situazioni che si possono risolvere anche in una sola sessione. Di solito intercorrono tra 7 e 15 giorni tra un trattamento e l’altro, tempi dettati dalla fisiologia dei tessuti e del connettivo, che devono avere il tempo di reagire agli stimoli ricevuti. Le problematiche croniche a volte necessitano di sedute di controllo periodiche, ogni 30/90 giorni.
Frequentando una scuola di Osteopatia che risponda ai criteri europei, attualmente supervisionati nel nostro Paese dal Registro degli Osteopati Italiani. Superato il percorso formativo (di 5 o 6 anni, a seconda dell’organizzazione della scuola frequentata) si sostiene un esame di abilitazione che, se superato, rilascia il titolo di D.O.
(Attualmente è in fase di approvazione la legge per definire il percorso accademico).
Assolutamente sì.
E’ un’idea priva di fondamento quella che hanno alcuni sanitari e pazienti, secondo cui non si può essere manipolati durante la fase acuta dei sintomi: la maggior parte dei pazienti chiede aiuto nel momento di maggior bisogno, ed è lì che il trattamento ha la maggiore ragione di essere applicato.
Certo.
Il trattamento è indicato per affrontare i disturbi di qualsiasi fascia di età, siano essi neonatali (dai 7 giorni di vita), infantili, dell’età adulta o dell’anziano.
Assolutamente sì.
L’Osteopatia può essere un valido aiuto anche per alleviare le affezioni del periodo della gravidanza, soprattutto perché essendo una fase in cui molti farmaci non possono essere assunti o vanno fortemente moderati, il trattamento può rivelarsi un’alternativa efficace per curarsi.
